La SPERADA: Il perché di un logo
Non si hanno notizie di un impiego di acconciature simili alla sperada prima del XIX secolo. Le raffigurazioni pre-ottocentesche di donne del popolo le mostrano quasi sempre con i capelli raccolti, coperti con un fazzoletto o con cuffie di varia foggia. A partire dai primi decenni dell'Ottocento compaiono quindi le prime acconciature impreziosite da sperada nelle stampe e nei dipinti di soggetto profano, e in pochi anni la sperada sembra divenire un complemento irrinunciabile della donna lombarda ed in particolare della donna dell'area brianzola.
La sperada, ornamento utile a raccogliere i capelli, è presto divenuto simbolo delle donne di tutto un popolo, simbolo della forza e della tradizione delle donne quali colonne portanti della famiglia lombarda, simbolo ad un tempo della forza della "regiura" e della delicatezza delle ragazze da marito, simbolo insomma della volontà di rendere concreta e palese a tutti l'importanza della propria identità. La sperada accompagnava la donna di Brianza da quando smetteva di essere bambina, la presenza degli "spadit" indicava il suo status di fidanzata o sposata e la qualità del materiale con cui erano fatti ne indicava la condizione economica e sociale. Nel settembre del 2006 il Museo Carlo Verri di Biassono, in linea con la volontà di mantenere vivi i legami con la storia e la cultura del nostro popolo, ha inaugurato al suo interno, l'angolo del costume di Brianza dove è esposta una sperada in Argento della seconda metà del XIX secolo, dono della gentilissima Signora Giuseppina O.B. di Biassono. La sperada scelta dunque anche dalla nostra associazione a simboleggiare la nostra volontà di valorizzare l'identità della donna attraverso la promozione della cultura, della storia e delle tradizioni locali e tutelare la famiglia tradizionale. Non si hanno notizie di impiego di acconciature simili alla Sperada prima del XIX secolo.

Carlotta d'Asburgo con la sperada dono delle suddite lombarde.